O sono troppo furbi. O sono troppo fessi. In entrambi i casi troppo inadeguati a guidare una città come Roma. La vicenda di Mafia Capitale purtroppo mette in luce due realtà parallele e contrastanti tra loro. Da un lato una politica spregiudicata, assetata di soldi e di potere. Una politica che, qualora fosse confermato l’impianto accusatorio,  merita di finire in carcere. Dall’altro lato una politica che ignorava, che non si accorgeva di quel che accadeva. Una politica che pretende di gestire una spesa pubblica ingestibile non assumendosi poi le responsabilità di enormi perdite di controllo.

La pena per i primi, per i politici “furbi”, deve essere penale. Magari, visto che già ci siamo, prevederei l’obbligo di pulire i bagni nei centri in cui vengono accolti i migranti. Per i secondi, per i fessi, la sanzione non può che essere politica: la sfiducia.

In questo contesto di miserie e povertà nella Roma ladrona non sorprende il successo di Salvini. Un Salvini che, a differenza di Bossi, ha evoluto la sua narrazione spostando il nemico da Roma, a Bruxelles; da Palazzo Chigi al ministero degli Interni.  Una sciocchezza che permette agli stessi romani di identificarsi con il nemico di una volta.

Così tra la Roma della sregolatezza e l’Europa dell’austerità e del rigore non ci si sorprenda se poi, la Lega, nell’illusione ottica di un’immoderata moderazione raccoglie un tale consenso.

@vitokappa 

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