Dimmi dove voti e ti dirò come voti. Arrivare a tanto non è possibile ma è scientificamente dimostrato che il luogo in cui le persone votano influenza il modo in cui votano. La lavagna di Renzi, per quanto apparentemente innocua, va considerata come qualcosa in più di uno strumento per comunicare con tutti gli stakeholder della scuola. Andrebbe considerata come una vera e propria lavagna elettorale. Uno strumento, in vista delle prossime elezioni regionali, per convogliare il consenso sul proprio partito oltre che sulla proposta in esame.

Riporta lo psicologo e premio Nobel per l’Economia Daniel Kahneman che “esporre i soggetti a immagini delle aule e degli armadietti della scuola incrementa la loro tendenza a sostenere un’iniziativa scolastica. L’effetto prodotto dalle immagini è maggiore di quello determinato dall’essere genitori di ragazzi in età scolare”. In pratica l’immagine di un armadietto, un banco o una lavagna influenza la persona più della condizione soggettiva di chi ha un figlio in età scolare.  La tesi, per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, è dimostrata nello studio “Contextual Priming: Where People Vote Affacts How They Vote” di J.Berger, M.Meredith e S.C.Wheeler.

Se in passato il premier – sempre in prossimità di una tornata elettorale – si era fatto vedere in diverse scuole, questa volta la scuola è andata a Palazzo Chigi. La sede del Governo diventa improvvisamente sede di un college di lusso: volumi ben rilegati, una lavagna e dei gessetti colorati, fanno da cornice ad una promessa occulta e ad un vero e proprio messaggio elettorale subliminale.

Chapeau a chi l’ha pensata, immagino Filippo Sensi. Ma a questo punto sarebbe bene che l’opposizione non sottovalutasse la portata di mosse come questa. Sarebbe bene pensare a delle contromisure per non trasformare la scuola in un presidio visivo e visuale del Pd. Sarebbe bene tenere conto (già a partire dagli allestimenti dei comizi) di certe scoperte scientifiche. Come sarebbe bene preservare la neutralità delle aule-seggio. Il luogo in cui votiamo influenza in maniera diretta, concreta e tangibile, il modo in cui votiamo. Non tener presente questo dato di fatto vorrebbe dire regalare al Partito democratico la possibilità di giocare in casa anziché in campo neutro.

Twitter @vitokappa

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