Al contrario di quanto sostiene la propaganda grillina, uno non vale uno, ma – per la precisione – 179,92. Per avere termini di paragone, nel PD 1 vale 3,07 e in Fratelli d’Italia 1 vale 2,66.

Se i numeri vi confondono, pensate a questi partiti come a tre diversi: uno giallo, uno rosa, uno blu. Nel quartiere “Partiti”, questi sono gli unici edifici in cui le decisioni (almeno alcune) si prendono in assemblea di condominio (le primarie). Le assemblee vengono convocate in determinate situazioni: per eleggere il segretario (Pd e Fdi) o esprimersi su singoli temi (M5S).

Nel palazzo rosa, quello del Pd, l’assemblea è convocata quando bisogna decidere l’Amministratore, i membri del Parlamento dei rappresentanti condominiali o il candidato alla Presidenza del Consiglio degli Amministratori.

In Fratelli d’Italia, palazzo blu, si sceglie sì l’Amministratore di condominio, ma anche la linea da seguire sulle posizioni da esprimere dentro e fuori il Parlamento dei rappresentanti condominiali.

Nel palazzo giallo, invece, l’assemblea non sceglie l’amministratore (o gli amministratori) di condominio, che sono legibus soluti (Grillo e Casaleggio), ma si esprime – unicamente online, non nelle salette condominiali – su argomenti tipo: nomine di Presidenti della Repubblica dei condomini, espulsioni dal palazzo di legittimi rappresentanti parlamentari, incontri con altri rappresentati di condominio e presidenti del Consiglio.

Il palazzo dell’Amministratore Beppe Grillo è abitato da 8.689.168 persone (elezioni politiche 2013). Quello rosa da 8.644.187. Quello dei Fratelli d’Italia è un palazzetto più piccolo, in cui vivono 660.035 persone.

Come avviene in ogni assemblea di condominio che si rispetti, capita che ci siano quelli che vanno a votare e dire la loro, e quelli che preferiscono restarsene a casa. Chi vota decide, chi non vota non decide.

E qui viene il bello. Il condominio rosa (“Partito Democratico”) punta sempre ad un’alta partecipazione alle sue assemblee: alle ultime primarie del PD hanno partecipato quasi 3 milioni di persone (su 8.6mln di condomini). Il condominio blu (“Fratelli d’Italia”) ha fatto lo stesso qualche settimana fa, e hanno votato in 253mila (su 660mila condomini). Mentre nel condominio giallo “Movimento 5 Stelle”, nonostante la possibilità di votare comodamente dal computer di casa, partecipano in pochi. Ma proprio pochi. Al punto che l’anno scorso, nelle primarie per il Presidente della Repubblica dei Condomini, solo in 48mila (su 8.6milioni) hanno espresso la propria preferenza.

Quindi, nelle assemblee prese in esame, ha votato 1 persona ogni 3,07 condomini del Pd, 1 ogni 2,66 di “Fratelli d’Italia”. In quello di Grillo, invece, ogni votante all’assemblea di condominio decide per 179 persone. Praticamente l’abitante del palazzo giallo che può votare alle primarie del condominio ha un potere 60 volte superiore a quello di chi vive nel palazzo rosa. Nel palazzo giallo pochi, pochissimi, decidono per tanti.

E allora, per uscire dalla metafora, è chiaro che il motto del Movimento 5 Stelle “uno vale uno” non è altro che un ingannevole claim pubblicitario. I numeri sono numeri. E il movimento dovrà prima o poi affrontare una seria discussione su cosa significhi “partecipazione”. Vuol dire condividere gli articoli di Grillo o di Alessandro Di Battista sul proprio profilo Facebook? O semplicemente monitorare e commentare in maniera compulsiva tutto ciò che viene detto sul #M5S su Twitter?

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