Luigi Di Maio sotto la lente della grafologa

Dimmi come scrivi e ti dirò chi sei. Oggi, sotto la lente della grafologa, c’è il capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio.

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Secondo Elena Manetti, referente Associazione Grafologi Professionisti del Lazio, la scrittura del vicepresidente della Camera dei Deputati, Luigi Di Maio, ha una “forma quasi infantile, ben ordinata nello spazio, inclinata verso destra, ben spaziata tra parole e righe”. “Di Maio dimostra onestà, idealismo adolescenziale (anelli delle “l” gonfi, spontaneità della forma), una insicurezza di fondo (buchi, “i” piccole, “m” ed “n” ad arco, piccole correzioni, disuguaglianza di dimensione), compensata dal bisogno di condividere con il gruppo ideali e senso etico (scrittura allargata, grande, inclinata)”.

“I cedimenti e momenti di sconforto”, secondo Manetti, “sono sostenuti e superati dalla curiosità intellettuale, il bisogno di essere utile agli altri e la condivisione di programmi e di strategie operative. Alcune lettere aperte in alto, se da una parte denotano apertura, capacità di ricettività e ampiezza di vedute, dall’altra possono rendere Di Maio influenzabile e in un certo modo dipendente dal gruppo, da cui trae forza e gratificazione, ma anche motivazione e stimolo intellettuale”.

Vi sembra verosimile?

Se ti sei perso l’analisi della grafia di Renzi puoi leggerla cliccando qui.

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