Indovina Chi

VEDIAMO SE INDOVINI DI CHI STO PARLANDO. Sono sempre felici e contenti. Non vivono a lungo. I loro genitori sono più vecchi di Matteo Renzi. Hanno sempre fame. Possono eseguire solo lavori ripetitivi che non implichino responsabilità. Sono ipersessuati o privi di interessi sessuali. Sono incapaci di avere rapporti interpersonali che possano portare ad amicizia, fidanzamenti o matrimoni. Dovranno sempre vivere con i genitori e poi con i fratelli.

Hai capito di chi sto parlando? 

pregiudizio

Se hai pensato ad una persona con sindrome di Down, ti sei sbagliato. Purtroppo i luoghi comuni succitati sono alcuni tra i più diffusi sul tema.

Se invece non sei cascato nel tranello degli stereotipi sappi che molte persone, incluso chi scrive, ci cadono quotidianamente. Il mio post precedente, nella parte in cui citando un parere medico mi riferisco all’alimentazione delle persone con sindrome di Down, ne è un esempio.

Secondo quanto pubblicato sul sito dell’Associazione Italiana Persone Down (AIDP), e quanto verificato in seguito alla pubblicazione del precedente articolo, gli stereotipi a cui faccio riferimento all’inizio sono tra quelli più comuni e meno sfatati relativi alle persone con sindrome di Down. Sfatiamone velocemente alcuni.

  1. Lo stereotipo più comune è il seguente: “sono sempre felici e contenti”. Come per chiunque altro – si legge sul sito dell’AIDP (http://aipd.it/che-cosa-facciamo/ufficio-stampa/luoghi-comuni/)  – la serenità di un bambino, di un adolescente, di un adulto con sindrome di Down è legata al suo carattere, all’ambiente e al clima in famiglia, alle sue attività sociali e di vita.
  2. Non è nemmeno vero che “non vivono a lungo”. Ad oggi l’80% delle persone con sindrome di Down raggiunge i 55 anni e il 10% i 70. Si stima che in un futuro prossimo la sopravvivenza raggiungerà quella della popolazione generale.
  3. Attualmente, il 75% dei neonati con sindrome di Down, ha genitori più giovani di Matteo Renzi (39 anni).
  4. Hanno tanta fame. In questo luogo comune ci sono incappato io leggendo il post di una dottoressa nutrizionista, tale Maria Papavasileiou. La dottoressa scrive: “i bambini Down hanno tanta fame, un fattore pericoloso per il rischio di diventare obesi, per questo uno su due è in sovrappeso”. A sfatare questo luogo comune ci pensa la Coordinatrice Nazionale dell’AIPD, Anna Contardi. “L’informazione corrisponde solo parzialmente al vero ed è espressa in modo pessimo. Che i bambini con la sindrome di Down abbiano tanta fame è una stupidaggine. I bambini sono tutti diversi. E’ vero che talvolta ci sono problemi di sovrappeso collegati a caratteristiche di sviluppo e talvolta ad una scarsa educazione alimentare diverse. Non è una caratteristica specifica della sindrome di Down..”. in particolar modo, sostiene Contardi, le informazioni mediche contenute nel post precedente “sono espresse in modo troppo assoluto e non tengono in alcun conto che i bambini con sindrome di Down hanno tra loro una grande variabilità e sono soprattutto bambini”.
  5. Non è nemmeno vero che dovranno sempre vivere con genitori e fratelli. Una persona con sindrome di Down, si legge sul sito dell’AIPD,desidera fin dall’adolescenza rapporti alternativi a quelli esclusivi con i familiari. È necessario quindi potenziare le iniziative di aggregazione volte a favorire l’affermazione di una vita adulta relativamente autonoma dalla famiglia quali, ad esempio, comunità alloggio e case famiglia, ancora molto scarse in tutto il territorio nazionale.

Per approfondire ulteriormente l’argomento puoi cliccare qui. 

Se invece vuoi aiutarmi a sfatare qualche pregiudizio, prova a condividere questo post con un amico, un’amica, il tuo fidanzato o la tua fidanzata.

Sfatare pregiudizi e luoghi comuni è uno dei più bei doni che possiamo fare alle persone che amiamo e a chi, di quei pregiudizi o luoghi comuni, è vittima.

Può sembrarti una sciocchezza, ma non lo è. E’ informazione corretta ed è ciò che ci rende una società migliore.

Grazie in anticipo per quanto farai.

Vito

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12 pensieri su “Indovina Chi

  1. Pingback: Sindrome di Down
  2. Troppo tardi … sempre troppo tardi … mi permetto di fargli notare che un giornalista professionale si documenta prima per evitare certo errori madornali … lei non si rende conto di quanti danni ha fatto quel testo … aggiungo che sarebbe stato educato scusarsi pubblicamente con la madre a cui ha sottratto senza permesso la fotografia.

    1. Non sono un giornalista professionista. E’ una scelta. Detto questo le faccio notare che mi sono scusato pubblicamente con i genitori di Killò. L’ho fatto sulla mia pagina, l’ho fatto sulle loro, e l’ho fatto in altri post (come è giusto che fosse).

  3. Peccato che nonostante questa tardiva rettifica, su internet (in particolare su fb) continui ad essere diffuso il suo “post incriminato” in cui ha scritto senza documentarsi a dovere, rafforzando, quindi tutta una serie di pregiudizi sulla trisomia 21.

  4. Io sinceramente di questi pregiudizi non ne avevo e non ne ero a conoscenza.. anzi me li ha fatti venire lei con questo post https://vitokappa.wordpress.com/2014/02/21/3-cose-su-nutella-litizzetto-down/ . Io se fossi il lei lo toglierei perché non tutti hanno la voglia di leggere un ulteriore articolo dove si fa chiarezza sull’argomento, rimanendo così con i pregiudizi che lei ha contribuito a diffondere (invece di fare il contrario come lei stesso afferma).

  5. Ciao Vito
    Sono mamma di Alice 4 anni con
    sdD
    Quando ho letto il tuo primo articolo ti avrei volentieri sciolto nell acido
    Tanto era pieno di luoghi comuni
    Pensavo che eri uno dei soliti stupidi che popolano il web
    Ma prendendomi la briga di leggere il tuo blog ho visto che nn è cosi
    Infatti quests rettifica mi da ragione
    Ciao

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