“C’è un problema tra la gente”. E’ vero, ha ragione la Conad. Questo problema ha un nome: Luciana Littizzetto.

Durante la terza serata del Festival di Sanremo, Luciana Littizzetto, dopo un discorso intriso di un banale moralismo ha lanciato un appello alla Ferrero: “chiamate un bambino down per la pubblicità della Nutella”. Ok, Luciana: i tuoi buoni sentimenti ci colpiscono. Ma perché non l’hai chiesto innanzitutto alla Coop di cui sei testimonial? Se la Coop sei tu, perché non sono anche loro?  Non sarebbe il caso di risolvere i problemi partendo da casa propria? Cos’è? Non vuoi cedere il testimonial?

Facile fare la paladina dei diritti con le vite, la reputazione, e i soldi degli altri. Cosa ha fatto di male il sig. Ferrero per meritarsi questo attacco in prima serata? Cos’hanno fatto i bambini down per vedersi strumentalizzati in una filippica di cui, l’unico scopo, è la ricerca di un facile consenso?

La pubblicità è sempre strumentalizzazione, manipolazione e persuasione. In buona fede, per carità, ma di questo stiamo parlando. Volendo si possono provare a strumentalizzare i bambini down per vendere più Nutella. Ma non sarebbe come usare il corpo delle donne allo stesso fine?

Il signor Ferrero, per come la vedo io, pare avere una cosa chiamata etica. Eh si, Luciana: l’etica.

Per non parlare di alcune cose che, probabilmente, chi lavora in Ferrero sa:

  1. I bambini con la sindrome di down hanno tanta fame e uno su due è in sovrappeso. Altri disturbi correlati sono disturbi dentari, ipotiroidismo, disturbi psicopatologici, anomalie ortopediche, invecchiamento precoce e rischio di demenza più alto rispetto alla popolazione normale.
  2. La loro alimentazione dovrà essere composta da alimenti che contengono molti antiossidanti per rafforzare le difese immunitarie come frutta e verdura che dovranno essere consumate crude e solo di agricoltura biologica.
  3. Gli alimenti raffinati non dovrebbero far parte dell’alimentazione di persone che hanno un sistema immunitario indebolito come i bambini Down. I prodotti industrializzati sono completamente privi di sostanze nutritive e pieni di grassi idrogenati (cancerogeni), conservanti, sale e zucchero.

Ti suggerisco poi una serie di raccomandazioni documentate e scientifiche che fa l’Istituto Superiore di Sanità facilmente reperibili online. Se vuoi approfondire, leggi qui e qui.

In realtà le 3  affermazioni sopra riportate innanzitutto sul sito della dott.ssa Maria Papalasileiou sono state contestate da molti genitori di bambini con la sindrome di Down. Per questo motivo, se vi interessa davvero, andare oltre i pregiudizi leggete QUESTO POST sui 5 stereotipi più comuni sulle persone con sindrome di Down.

Tra l’altro, Luciana, c’è anche un problema di carattere giuridico che riguarda le pratiche commerciali scorrette a danno di consumatori “particolarmente vulnerabili”. Ma non starò lì a tediarti con queste cose.

Al di la di tutto cara Luciana, al di la delle questioni scientifiche, rimane valido il principio che dare il buon esempio è il miglior modo per cambiare il corso della storia. Vuoi che i bambini con sindrome Down recitino negli spot televisivi? Bene, anche io. Ma inizia dalla Coop, perché la Coop non sei solo tu, sono anche loro. Sei pronta a cedere il testimonial?

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220 pensieri su “3 cose che la Littizzetto non sa su Bambini Down e Nutella

  1. Ma come siete superficialiiiiiii ….. il discorso era sulla diversità usata normalmente elle pubblicità farebbe capire che tutti siamo uguali nella nostra diversità!!!!!! Oltre alla nutella ha fatto altri nomi!!! Cerchiamo di capire e di non offendere facilmente la gente!!

    1. Grande roberto, sono d’accordo con te. Questo articolo non è certamente meno sensazionalista e inutile di quanto venga accusata la littizzetto di essere stata.

    2. Concordo con Roberto. In questo articolo ci sono solo informazioni fuorvianti. La Littizzetto ha fatto riferimento alla Mulino Bianco (in secondo luogo alla Nutella) perchè propina un modello di famiglia ideale, e la Littizzetto, giustamente, sottolineava che quel tipo di famiglia non rappresenta la realtà. …che centra poi la COOP!! Voto all articolo ZERO!!!!!!

    3. ma siete voi a essere fiscali….. Luciana secondo me ha portato un esempio come un altro…. e poi penso che non decida lei chi debba fare della pubblicità alla coop!!!!

  2. Anchio NON sono d’accordo sull’articolo contro la Litizzetto,il suo discorso aveva ben altri obbiettivi,e come ha risposto un utente sotto l’articolo contro la Litizzetto La nutella nn è un prodotto sano a prescindere…anche per Bambini sani,e il fatto di chiedere di utilizzare nelle pubblicità nn solo Bambini belli e floridi con Mamme belle e sorridenti,e famiglie Very Happy Ma anche LE realta di Persone Diversamente Abili,Che Come Sappiamo Svolgono Lavori come Attori,Ballerini, ci sono realtà di Ragazzi portatori di sindrome di Down che “gestiscono”un ristorante-pizzeria Credo proprio che la Litizzetto Si riferisse a questo nn ad altro,oltre a tette e culi e bambini floridi biondi e paffuti utilizziamo anche attori che ci danno l’idea di altre realtà come portatori di Handicap o di colore O famiglie mono parentali…di altre etnie e religioni …per arrivare magari un giorno a Famiglie di Omosessuali….

      1. Sebbene all’inizio della carriera di Luciana Littizzetto io fossi una sua fan, ora comincio a pensarla nello stesso modo.Quello che fa specie è che i cachet tanto discussi della signora Littizzetto, sono alla stessa riconosciuti perché tutto il suo fare e dire piace al pubblico. Come uso dire:”La verità è figlia del tempo”, e nel tempo, sapremo chi avrà ragione tra noi e lei.

    1. Pienamente d’accordo ma do’ anche ragione sul fatto che poteva benissimo dire il tutto senza nominare ferrero o barilla visto che come fatto notare nemmeno la coop o qualsiasi altro si comporta diversamente per cui o li nomini tutti(cosa impossibile)oppure nessuno il messaggio si sarebbe capito anche senza fare nomi…

  3. argomentazioni talmente deboli (perché, ai bambini con due cromosomi 21, i grassi idrogenati fanno bene?) che mi vien da pensare che la strumentalizzazione sia qui…

    1. i bambini con 2 cromosomi 21???????Dovrò dirlo a mia figlia che ha soltanto 2 cromosomi 21…..mi hai salvato,credevo avesse la trisomia in tutte le cellule del suo corpo……meno male vaàààààà!!!

    1. che LE, LE, LE danno
      è donna, la grammatica italiana non è un concetto astratto.
      tornando al commento:
      è una persona con la vita normalissima, una famiglia, senza macchinoni, megaville o barche. chi ci dice che già non faccia donazioni?

    2. Sono d’accordo non bastano le parole ci vogliono fatti e testimonianze di vicinanza maggiore a persone che credetemi vivo con uno in famiglia sono S*P*E*C*I*A*L*I

      1. Porrei 2 riflessioni; la prima è che ogni personaggio mediatico fa beneficenza…in pochi per sentimento……molti per abbattere i propri redditi quindi meno tasse!
        secondo; possibile che nessuno pensi al fatto che la Ferrero è una delle poche o forse l’ultima delle aziende ITALIANE non in mano a multinazionali franco tedesche!!! non smetterò mai di scrivere nei Blog…POPOLO BUE1

    3. Madonna, oh… se donasse in beneficenza e lo dicesse in giro, tutti starebbero a dire (come succede ad altri, peraltro) che lo fa solo per strumentalizzare i bambini-poveri/disagiati/senzatetto/sfortunati-vari e trarne pubblicità…

  4. la littizzetto è troppo occupata a contare tutti i soldi che gli danno per continuare a dire cazzate con questa falsa e smielata moralità ma alla lunga stanca, per me bruttisimo festival ,speriamo che con il tempo che fà esca un po’ di sole

      1. Sì, Sara… ma se proprio hai deciso, a tempo perso, di dilettarti nelle correzioni grammaticali, non fossilizzarti. C’è dell’altro. Non avrai ripassato solo articoli determinativi…?

  5. quanta superficialità.. il discorso era tutt’altro, ma se si hanno i paraocchi non si può cogliere altro da ciò che le proprie visioni limitate permettono di cogliere..

  6. sull’utilizzo di bambini down posso essere d’accordo con lei, ma sul definire etica la ferrero aimè no…basta leggere la guida al consumo critico…per maggiore chiarezza la rimando alla nuova edizione della guida, e in mancanza di essa a questo articolo anche se un po’ datato per intervenire sull’utilizzo non correttissimo del termine etico accostato a ferrero …http://www.unimondo.org/Notizie/Nutella.-Il-lato-oscuro-del-cioccolato-131816
    Con questo non metto assolutamente in dubbio ne la bontà del prodotto ne del rischio strumentalizzazione che è descritto in questo articolo…

  7. Credo che sarebbe opportuno organizzare una seria azione di rivolta nei confronti della Rai. E’ un servizio pubblico che si sostiene in buona parte con i nostri soldi del Canone, e non solo !
    Dovrebbe fornire informazione corretta e formazione positiva; utilizza i mezzi finanziari e tecnici per dare spago e sostegno economico ad una caterva di persone, volgari, scorrette, e di pessimo esempio. Basterebbero solo le oscenità della Littizzetto, col vizietto di girovoltare le gambette ranocchiose e faziose volgarità. Ma c’è anche Marrazzo che dopo gli squallidi esempi che ha pubblicamente esibito, ora torna a fare programmi in Rai. Sembra che l’Autority, prende indebitamente altri soldi, senza svolgere correttamente il suo dovere. BASTA CANONE, perché la Rai è diventata una oscenità

    1. si possono condividere o meno le scelte sessuali di Marrazzo, ma non mi risulta che abbia esibito pubblicamente nulla, semmai è qualcun altro che ha messo in piazza la sua vita privata, solo per amor di correttezza.

  8. Le parole della Litizzetto erano giuste e sacrosante. Mi sembra che vi piaccia solo criticare. E cari miei, il Signor Ferrero ormai quasi novantenne, e i suoi bei figlioli – Pietro e Giovanni – stanno pensando di vendere alla Nestlè per vivere di rendita, altro che pensate ai ragazzi con la sindrome di down

    1. Anche tu caro Mario mi sembri poco informato: Pietro è morto due anni fa in Sudafrica in un incidente in bici. Di cosa stai parlando? Vendere la Ferrero alle Nestle? Quando mai!
      Non credere a tutto ciò che leggi.

    2. Sei veramente ignorante in materia, forse non sai che il dott. Pietro Ferrero è venuto a mancare mentre quelli che tu definisci persone che vogliono vivere di rendita, garantiscono un lavoro dignitoso a migliaia di persone e si dedicano agli altri nel silenzio. Non hai proprio un idea di che tipo d’ imprenditori stai parlando, il problema in Italia è che non ce ne sono tanti come loro.

    3. Come si fa a paragonare la Litizzetto con la famiglia Ferrero??? Lei vive dei ns soldi e vive sparando porcate a raffica i Ferrero hanno creato una delle aziende modello nel MONDO!! Probabilmente anche tu vivrai dei ns soldi!

  9. Dal momento che forse sono l’unica persona che sa di cosa si stia parlando essendo madre di un “bambino” (ma io preferirei si chiamasse “persona”) con sindrome di down, pregherei chiunque volesse usare a fini di strumentalizzazione (sia in un senso che nell’altro) la condizione di mio figlio come di tante altre persone, di astenersi, grazie. Se infatti il monologo di Luciana Littizzetto, che non mi sembrava affatto strumentale ma, rivolgendosi a moltitudini di persone ha focalizzato l’attenzione sulla bellezza e l’importanza del rispetto della diversità (e non della nutella come vuole farci intendere Lei…) mi pare invece che la risposta del Suo blog (contro il quale per puro caso mi sono imbattuta) palesi, per quale strano motivo non so, ma mi vien da pensare politico (e questo mi riempie di amarezza perché non si difende un colore sulla pelle dei più deboli), la faziosità delle Sue tesi. In primo luogo se Lei ha figli dovrebbe sapere che non solo per i “bambini down” ma per tutti i bambini “I prodotti industrializzati completamente privi di sostanze nutritive e pieni di grassi idrogenati (cancerogeni), conservanti, sale e zucchero” siano veleno da evitare. Inoltre si tranquillizzi, le persone con sindrome di down, con i dovuti controlli e integratori, hanno il sistema immunitario non più indebolito e forse addirittura più forte di tanti della sua cosiddetta “popolazione normale” magari affetta da obesità, diabete, Alzheimer, disturbi cardiocircolatori, affezioni virali ecc..ecc…ecc… Così come d’altra parte l’alimentazione di tutti, dovrebbe essere a base di antiossidanti visto il numero sempre più elevato di patologie tumorali… Perciò, a parte il discorso alimentare che è puramente marginale in questo contesto, parliamo del vero messaggio che la sig. Littizzetto ha voluto darci e cioè che il problema vero per le persone affette da trisomia 21 (questo è il vero nome della sindrome), così come per quelle con qualsiasi altro tipo di “diversità” (e questo è il vero punto della questione) sono l’emarginazione, la maleducazione, la superficialità, l’ignoranza abissale, la mancanza di sensibilità, di competenza, di solidarietà che si riscontra nella gente. Cominciamo quindi a capovolgere la logica che vuole solo i “sani e belli” a rappresentare la nostra società, perché è una falsa immagine che risponde solo ad una logica commerciale e non alla verità.. Ecco allora la provocazione della pubblicità (e perché no?) tra i bambini cosiddetti normali e strafighi e biondi e con la vocetta viziata, perché non potrebbero starci anche gli altri bambini, quelli veri, i “giullari di dio” come li chiamava Morris West?

    1. parole sante. era un discorso sociale, culturale, sull’accettazione del diverso come possibile altro, fin da piccini. la strumentalizzazione è nella mente di chi ne parla.

      1. Meno male che la Littizzetto abbia osato parlarne in prima serata per dire cose che a noi mamme di b. down non è concesso dire perché non siamo persone note, perchè nessuno ci da’ ascolto visto che spesso veniamo considerate povere frustrate che “non sono state capaci” di concepire figli sani. P.s.: le persone non coinvolte non potranno mai capire che stare accanto ad una persona diversamente capace e vedere quotidianamente l’impegno gioioso che mettono nella gestione di quelle cose che per i normodotati sono semplicissime ci dà una lente di ingrandimento sulla vita, ci fa capire i valori veri e ci ricompensa di gioia autentica.

    2. Parole cosi sagge non furono mai dette..
      Sono mamma di un bambino affeto da emiparesi e cio’ che ho letto mi rattrista e mi offende….
      E’ stata dimenticata la prima e forse unica cosa di cui queste persone ” speciali” hanno in realta’ bisogno ed e’ quella di essere trattati e sentirsi” normali”.
      Tutto questo invece li cataloga e li descrimina.
      La Litizzetto non c’entra niente con tutto questo…il suo discorso voleva essere tutt’alto…ma ovviamente deve essere presa come capo espiatorio perche’ chi la critica sono le stesse persone che,nascosti dietro il loro perbenismo, isolano quelli che non sono “conformi alle regole sociali” !!!!!!!

    3. Touchè!…. Cara mamma,condivido in pieno il tuo pensiero; da persona sensibile sono rimasta colpita dalle parole di luciana,poi leggendo i vari commenti (prima del tuo intervento,ho avuto anch’io dei dubbi.Come siamo ignoranti!… Voglio dirti un GRAZIE grande come una casa,per questa bella lezione di vita…. un grande abbraccio e un grande bacio al tuo bellissimo bimbo! 🙂

    4. Non poteva chiedere alla Rai di far condurre “che tempo che fa” e “Sanremo” da persone Down evitando di dare consigli ad altre aziende?

    5. Ma cacchio, ci voleva tanto a capire QUESTO?
      Complimenti per il commento, molto chiaro e di cui ritengo ci fosse proprio bisogno.

      Per quanto riguarda l’autore dell’articolo di questo blog consiglierei di fare qualcosa per limitare la propria superficialità perché davvero è sconcertante. Per quanto non sia una particolare fan della Littizzetto ultimamente, sarebbe bello se si provasse a vedere le potenzialità in un discorso del genere.
      Sono cresciuta in una situazione in cui sono sempre stata incitata a non accettare il normale imposto dalla società o meglio, comprendere (nel senso di inglobare) in questo tanto astratto “normale” la diversità di ogni individuo: non ho trovato il discorso della Littizzetto, quindi, particolarmente originale ma ho pensato (con troppa speranza evidentemente) potesse iniziare l’italiano medio ad un’apertura mentale. Poi leggendo interventi come l’articolo precedente mi metto le mani tra i capelli. E penso che evidentemente non ho capito niente nemmeno io. A cosa mi rifersco? Al mio evidente non aver capito come funziona la mente dell’italiano medio, ovattata oltremisura. Giuro che è frustrante. Però dai, non perdiamo la speranza.

  10. non sono d’accordo. A me pare che la filippica la stia facendo lei, signor vitokappa. Le spiego il perché, ovviamente a mio parere: credo che la Littizzetto abbia preso come esempio la Ferrero (e anche la Barilla, quindi lei ha già modificato la cosa) perché negli spot di questi due brand si vede, normalmente, il tipico esempio di famiglia dove tutti sono felici, sanissimi, perfetti.
    La Coop, avendo già scelto la Littizetto che di sicuro non è la nuova Kate Moss o Claudia Schiffer e non incarna certo il prototipo di bellezza ideale e perfetta, che motivo avrebbe di essere inclusa nel “cazziatone” dell’attrice?
    Questa è la mia modesta opinione. E cercare il pelo nell’uovo, sinceramente, lo trovo fuori luogo.

    1. Da madre di un bambino Down che non tocca dolci caro signor Vito credo di poterle tranquillamente dire che il suo articolo denota un’ignoranza e un pregiudizio sull’argomento incredibili tanto da essere offensivo verso i nostri figli. A me sembra che lo usi lei l’argomento per fare condivisioni e contatti qui.

  11. Salve Vito, condivido perfettamente il tuo discorso. Hai centrato in pieno. Questa gente deve finirla di strumentalizzare disagi a suo piacimento, solo nel tentativo di raccogliere qualche punto di odience in più. Oltretutto è da ignoranti, a maggior ragione, se si parla di ciò che non si conosce. E lo dice uno che lavora da diversi anni in Ferrero,azienda che dovrebbe essere presa come icona della socialità, dei valori umani e della solidarietà. Un caro saluto

    1. lascia perdere i valori umani e la solidarietà della ferrero che con tutto il fatturato che fa non ha voluto inviare in omaggio ad una associazione di volontariato per ammalati di cancro neanche una scatolina di suoi prodotti di seconda scelta, io non comprerò più niente della ferrero anche se i suoi prodotti sono ottimi

      1. Strano, perché a noi della scuola materna a Natale la Ferrero ci dona sempre dei prodotti da regalare ai bimbi, così come gentilissimi sono stati quelli della Balocco a donarci per Natale il pandoro per i bimbi! Poi cioccolati o prodotti raffinati e dolciumi vari se consumati in quantità eccessiva fanno male a tutti! Comunque la Littizzetto ha fatto un discorso generalizzato per cercare di far capire alle persone che avere una malattia non è essere diversi, il mondo non è fatto solo di bellissimi bambini e stupende persone tutte perfette, anzi! Siamo noi i primi che guardando certi programmi con persone rifatte e rese inguardabili dalla chirurgia plastica le innalziamo a modelli da seguire! Tutti dobbiamo cambiare, non solo le pubblicità!

  12. Innanzitutto si dovrebbe parlare di bambini con la sindrome di Down (sdD) e non di affetti da perché non sono malati ma vivono una condizione genetica. Prima di esprimere opinioni varie dovremmo conoscere la realtà delle cose. Vi consiglio di farvi un giro sui siti delle sezioni Aipd italiane troverete informazioni adeguate e vere. Non è vero che hanno più fame degli altri bambini… Certo è che se li ingozzi perché pensi di fare loro del bene perché provi pena diventano obesi come qualunque altro bambino riempito di dolci e caramelle. È vero che ci possono essere caratteristiche correlate alla sindrome ma stiamo attenti a non creare stereotipi perché ognuno è fatto a modo suo…come tutti

  13. @mariangela e al genio di Vitokappa: grazie innanzitutto a omoneri e Noemi che hanno dissentito. Ai primi due invece (ma specie all’autore), vorrei chiedere: ma come si fa ad essere così fuori focus in una questione così delicata? Vitokappa, ma le sembra che un invito ad avere un atteggiamento aperto, integrante, civile, coerente con il rispetto di ogni essere vivente ad essere trattati in maniera uguale e andando oltre le barriere culturali (e architettoniche) del marketing che ci propone per un sapone solo l’immagine della ragazza bellissima che si fa la doccia (come se i down, ad esempio non si lavassero) o di george clooney che usa il pc…..”immagina puoi”….ecco a questi grandi geni della comunicazione e a Vitokappa direi proprio “immaginate…potete….”. Immaginate spot dove i protagonisti goffi ma sorridenti o piangenti…sono proprio loro, le persone che hanno menomazioni o diversità fisiche o mentali o entrambe le cose. Ebbene? Avrebbero su me un effetto meraviglioso e comprerei più volentieri i loro prodotti proprio perché a me della famigliola del mulino bianco e della Barilla e dei bambini con visi perfetti e denti bianchi della Nutella, proprio non me ne può fregare di meno. Il senso della Littizzetto non era attaccare Ferrero o Altri. Lo comprendete? Ha fatto un nome popolare per portare una riflessione di carattere globale sul linguaggio della comunicazione commerciale che ci propone solo stereotipi perfetti che non rispecchiano la realtà e la normalità. La normalità è piena di cose che con “quella” normalità propinata non ha nulla a che fare. Ed infine: ripetere per due volte il fatto di non voler cedere il testimonial la fa sentire intelligente e sagace? E le pratiche commerciali scorrette della Littizzetto? Cosa vuole portare a ns conoscenza con questo articolo insulso? Invece di correggere “bambini down”, si scusi per essere stato inopportuno ed avere fuorviato, i nonpensanti, dal tema principale e cioè un discorso di civiltà portandolo su temi come quello della Nutella che fa male ai down, sulla coop (e non cedere il testimonial) e sulle pratiche scorrette (quali poi?)!
    Grazie dell’attenzione.
    Gabriele. Milano.

  14. do ragione alla litizzetto perchè nelle famiglie non c’è tutta quella allegria come si vuol far
    credere non tutti i bambini sono belli e biondi forse far qualche pubblicità più vicina alla
    realtà non sarebbe male

  15. sinceramente questo articolo se lo poteva risparmiare…la litizzetto fa tanta beneficienza che non sbandiera…ha lavorato gratuitamente per la dinamo camp ad esempio e non sto qui a sciorinare altro…il discorso della litizzetto era generico, sulla bellezza dei cosidetti diversi e chiunque con un minimo di intelligenza l’avrebbe potuto capire… ma evidentemente lei ha voluto leggere solo ciò che voleva leggerci con moltissima superificialità o in mala fede…odio chi cerca solo di denigrare il lavoro degli altri…e per la cronaca a tutti voi benpensanti dico che i soldi del cachet di fazio e della litizzetto provengono dalle sponsorizzazioni e non da voi…punto primo…punto secondo chi vi ha detto che loro poi non ne destinino parte in beneficienza? ahhhh mi scusi…è mestiere in Italia pensar male a prescindere….adesso che si è guadagnato due secondi di populismo con questo articolo starà bene per qualche tempo…congratulazioni…ha fatto proprio un bel lavoro!

  16. Non ho sentito quello che ha detto la signora Luciana Litizzetto perché non ho visto S. Remo comunque non capisco tutto questo livore… sono disabile e siccome penso di essere come gli altri penso anche che un down, un autistico, un distrofico, uno spastico ecc, ecc, possano fare la pubblicità, perché no!?… la cioccolata si sa che fa male a tutti, lei non fa differenze

  17. Nutella forse ancora no ma in inghilterra kinder cioccolato aveva gia’ sviluppato pack limited edition nel 2010 con alcune foto di bambini down al posto del bambino icona del prodotto.

  18. “Caro” signor blogger, l’unica cosa che lei ha capito del monologo della Littizzetto è come strumentalizzare i bambini con la sindrome di down scrivendo questo inutile articolo. Le do un consiglio spassionato, ascolti attentamente il discorso di Luciana magari riuscirà a capire che la conduttrice non solo non ha strumentalizzato nessuno ma (ahimè cosa rara) ha voluto sensibilizzare la gente sui diversamente abili. Ma lei questo lo sa, semplicemente ha voluto scrivere un “articolo” giusto per visibilità tra “cliccate” e condivisioni sui vari social network. Detto questo, chi dei due strumentalizza?

  19. Io dico che state facendo troppo rumore per nulla… Guardati il Sanremo “kalunnia” (?) e rilassati. Tutti a soppesare parole, espressioni, mimiche facciali di chi presenta… Ma Sanremo non se lo vedeva nessuno… Bah sembra che lo vediate tutti per vomitare addosso ad uno spettacolino tutta la bile concentrata negli anni, e relax!

  20. Prima di altri commenti forse bisognerebbe usare la maiuscola per “Down” come deve essere; con la minuscola si puo’ erroneamente pensare che anziché di una sindrome si tratti di una condizione definita da un avverbio che indica inferiorità. E se i commentatori non sanno a cosa mi riferisco forse prima di commentare potrebbero informarsi. Grazie

  21. Va beh, non è che a San Remo si facciano discorsi seri e profondi… è sempre retorica e politicamente corretto. Detto questo, cioè è chiaro che la Littizzetto cercava l’applauso come chiunque in tv, non trovo abbia voluto strumentalizzare più di tanto.

  22. Che articolo poco intelligente,che attacca una persona che chiaramente all’autore del blog non piace.Il discorso della Litizzetto era ben diverso da quello che vuole intendere lei e lasciar intendere a chi sfortunatamente non ha seguito l’intervento che tutto voleva fare ma non strumentalizzare la condizione di salute di questi bambini. Tutte quelle cose che lei riporta sulla sindrome di Down,sulla nutrizione e quant’altro, sono vere per carità,ma i bambini sono bambini sia se normali che Down per cui non è certo una fetta di pane e Nutella,tanto per far riferimento alle sue parole, che può far male ad un bambino Down. Non credo assolutamente che la Litizzetto abbia problemi a lasciare il suo posto da testimonial della Coop, figuriamoci! Quanta pochezza in questo discorso, trovo molto offensive le sue parole non quelle della Litizzetto. Lei voleva il like facile e ci è riuscito, sbandierando questo articolo in ogni angolo del web, beh…la strumentalizzazione appartiene a lei.

  23. Sinceramente? Penso proprio che sia TU a volerci strumentalizzare. Sei stato molto superficiale in questo articolo. Fin troppo. Infatti, dopo aver letto il nome del blog, pensavo fosse uno di quei blog dove si scrivono cazzate apposta, soprattutto questo articolo. Ma, dopo aver letto i commenti, sono arrivato a due conclusioni: o la gente non ha senso dell’umorismo, o questo articolo è serio. Beh.. ci sono troppe persone che contestano e nessuna che dice che è solo uno scherzo, quindi, purtroppo, questo articolo è serio, superficiale, ignorante e stupido. Come pensi che la Litizzetto (famosa non solo per ciò che fa a livello di televisione, ma anche per i suoi monologhi contro a ciò che sta diventando questa società) faccia un monologo per strumentalizzare dei bambini che sono affetti da trisomia 21, quando critica le pubblicità e il loro modello di “famiglia normale”? Ho anche dato un’occhiata ai tuoi tweet, per essere sicuro che tu stessi scherzando. Ma no. Sei semplicemente un polemico e ignorante. Sai solo criticare. E con questa critica alla Litizzetto sei diventato perfino patetico.
    Oltretutto ho visto molti tweet sul fatto che tu hai preso da internet foto di questi bambini coprotagonisti di questo articolo senza chiedere le autorizzazioni ai proprietari, né citarne la fonte.
    Ora, chi è che strumentalizza? la Litizzetto o Te?

    P.S.
    Scrivili meglio i tuoi articoli. Questo sembra una satira e il coinvolgimento con la coop è davvero patetico.

    Scritto da un ragazzo di 17 anni.

    1. P.P.S. Oltretutto, con tutte le cose che fa e i soldi che guadagna, pensi davvero che alla Litizzetto ne freghi qualcosa di cedere il testimonial della Coop?

  24. stimo tantissimo quelli che ancora credono alle favole… quelli che se un personaggio pubblico, nell’atto di essere tale, spara cazzate atomiche lo fa perchè ci crede, perchè ha il cuore buono, non per il consenso facile.

    1. Neppure tu caro Francesco sei così arguto da capire che la Littizzetto nel frangente della nostra discussione non è il fine ma il mezzo. Qui nessuno sta difendendo lei in quanto persona di spettacolo o il motivo per cui lo abbia fatto, bensì il concetto di alto valore che, a differenza di tanti che dovrebbero farlo per mestiere o istituzione, è stata capace di esprimere in maniera elegante ma incisiva, arrivando a milioni di persone.

  25. Che criticoni che siamo noi italiani non ci va mai bene nulla. E non la guardate la Tv se vi fa venire i nervi. Usiamo le nostre energie per fare qualcosa di utile.

  26. Il tuo caro blogger è un discorso intriso di cavolate e cattiverie solo per far apparire la Litizzetto un personaggio che non sa quello che dice e invece sa perfettamente di ciò che parla cosa centra il marchio Coop nel discorso che hai fatto non è lei a doverlo abbandonare saranno quelli della Coop al massimo a decidere e lei sarebbe dispostissima a farlo se testimonia dovesse essere uno dei ” diversi ” dei quali ha parlato lei ……….tu sei intriso di qualunquismo ……..
    E se lei fosse l’egoista di cui parli avrebbe adottato la pratica dell’inseminazione invece di adottare due ragazzi e di prenderne in precedenza in affido e frequentare assiduamente un orfanotrofio e si è sposata apposta per poterlo fare ……..quindi di cosa vogliamo parlare altre castronerie da levare dal tuo cilindro delle banalità ………..!!!!!!!

  27. A me il monologo è piaciuto,provocatorio nello stile della Littizzetto vero ma per questo forse più efficace ed intenso. Trovo molto disonesto invece questo articolo che ha del tutto decontestualizzato l’uso della parola down che nel caso specifico era la metonimia della disabilità. Parlo da insegnante di sostegno che con la disabilità ci lavora tutti i giorni, da noi non esiste un’educazione familiare alla diversità in senso generale. Ovvio che Non tutti i genitori sono cretini ma vi garantisco che quelli che si prendono la briga di spiegare la diversità sono delle mosche bianche. Quelle che la spiegano in modo corretto poi non ne parliamo.
    Per me ha detto una cosa sacrosanta,siamo noi adulti che abbiamo i pregiudizi, non i bambini. Se il bambino viene abituato a percepire come normalità ciò che è “diverso” state sicuri che da grande non avrà pregiudizi. Io sono nata quando tre dei miei nonni erano già disabili, due cieche e uno in carrozzella e non li ho mai percepiti come diversi, erano semplicemente i miei nonni. E per me il senso del discorso era quello: mostriamo queste persone di più,soprattutto in quegli spot che ci propinano da decenni la famiglia PERFETTA, forse anche così si riuscirà a fare un passo in avanti verso l’accettazione delle differenze

  28. Non seguo Sanremo, pertanto, non ho seguito il discorso della Luciana nazionale. Però… una cosa è certa: La Littizzetto fa satira, e non si è mai fermata davanti a nessuno. Proprio per il principio che siamo tutti uguali, chiunque può essere un bersaglio (che ti piacci o no down compresi). Quindi… non mi sembra il caso di parlare di strumentalizzazione. Questo post sembra uscito dalla sagra della banalità… attaccarsi a tutto pur di far polemica… che tristezza!!!

  29. Il monologo della Littizzetto è stato toccante, quasi commovente. Ho fatto un esempio, sapete cos’è un ESEMPIO? Poteva citare la Nutella come moltissimi altri marchi.
    Le vostre critiche buoniste fanno soltanto capire quanto siete gretti in realtà. È proprio vero che chi ha il male dentro lo vede ovunque!

  30. aaahhhhh tutti patetici… tutti bla bla bla.. pagate il canone e state zitti…
    la Litizzetto ve la meritate!!! tutti, sia quelli che la difendono sia quelli cha la attaccano.. ricordatevi che il “messaggio” della Litizzetto é sempre politico cercando di farvi ridere “usando” tutto quello che puó per guadagnare soldi e per essere famosa… il resto sono problemi vostri.. a lei non frega nulla di tutto ció, anzi ci ride su.

  31. Mi imbatto in questo articolo solo perché, ahimé, gira sul social più famoso del mondo.
    Ma ragazzi…..che tristezza…………capisco che siete tutti arrabbiati, per un argomento tanto delicato forse manipolato, forse strumentalizzato, o forse solo riportato all’attenzione che merita. Ma proprio per questo mi chiedo se ognuno di quelli che ha scritto, nel suo micro-cosmo quotidiano, sappia relazionarsi sul serio con un bimbo affetto dalla Sindrome in questione, e se qualcuno di voi sia riuscito veramente a parlarci, o ad accarezzarlo, o a scherzarci, o cercarne qualcuno e prenderlo in braccio per un istinto irrefrenabile di Amore……

    Fottiamocene, di quel che viene detto in TV o pubblicato per condannarlo.
    E anche di quanto guadagna questo, o quell’altro/a.

    E concentriamoci invece sulla bellezza dell’essere DIVERSI, di quanto si possa SEMPRE imparare, dalla qualsiasi diversità, e soprattutto di quanto coerente sia dire o scrivere ciò che nel quotidiano, a fatti, spesso NON si mette in pratica.

    Impariamo a predicare avendo ben razzolato.
    E ad accettare le differenze (vero fiore all’occhiello dell’umanità seppur raro, oramai, purtroppo) facendo sempre un esame di coscienza accurato, prima di puntare il dito contro chi parla in TV…o scrive di argomenti fin troppo delicati e inarrivabili, se non per chi NON LI HA VERAMENTE TOCCATI PER ESPERIENZA PROPRIA.

    Plauso, alla mamma che ha scritto qui.
    Io sono di sicuro con lei, per il suo atto di Amore che sa rinnovare ogni giorno.

    E mi scuso con Sara, che magari troverà i miei puntini di sospensione un po’ troppo abbondanti…………ma la ringrazio, perché il suo correggere gli altri così pedissequamente mi ha fatto sorridere di materno affetto….

    Buona Vita a noi!

  32. Ho letto molti commenti. Alcuni sono davvero sconcertanti. Della Litizzetto e della Nutella non me ne frega niente. Inviterei a mangiare meno Nutella o meglio a leggerne la composizione prima, poi ne mangiate per forza di meno. La Litizzetto può dire ciò che vuole, ma ricordiamoci che dovrebbe farlo lo non con i soldi pubblici.

  33. La forza della TV. Sa chi colpire e come farlo passare come atto eroico e umano… i bambini li usano tutti nelle pubblicita’, dalle banche ai multiservizi, dalle Coop alle Assicurazioni, fare dei nomi di Aziende e’ stato solo un fatto politico sottile, che meriterebbe molta attenzione se non fossimo oramai una democrazia per polli allevati apatici.

  34. A parte tutte le polemiche e se è piaciuto o no il monologo ecc ecc ma scusate, siamo seri….Bambino down alla Coop? Sopratutto chi è di sinistra ( ma non solo!) un bambino down non lo fa neppure nascere! E invita ad abortire le donne che hanno in pancia un bambino down o a fare controlli invasivi per evitare di averlo!! Si certo dicono per non mettere al mondo un infelice, non dicono che in realtà la diversità non è davvero accolta e voluta già a priori in questo mondo, sopratutto per assurdo da chi è di sinistra…Poi non si spiega tutto questo falso altruismo di non voler mettere al mondo un infelice, visto che fra tutte le persone down che conosco non mi sembra ci sia nessuno che avrebbe voluto essere ucciso nella pancia di sua madre, ma si sa a parte i falsi buonismi di finta accoglienza, si chiama aborto terapeutico ed è legalissimo..Bambini Down alla Coop!Sigh! Non ci sarebbe nulla di più falso!

  35. ma io mi chiedo, ma quando la gente parla e in questo caso la Littizzetto, si comprendono le parole e il contesto oppure vogliamo fare sempre la solita polemica inutile e basata sul nulla. Lei ha fatto un bellissimo e semplicissimo monologo sulla bellezza, toccando argomenti importanti come quello che affligge la nostra società d’oggi, cioè, che solo i belli valgono mentre i brutti o chi ha problemi fisici, no, oppure peggio possono turbare. Ha citato la Ferrero ma anche Barilla e comunque sono proprio tra le prime ditte che rifilano sempre l’immagine della perfezione storcendo la realtà. Ovvio che la pubblicità tende a mostrare il bello ma proprio con questo bisogna capire che bello può essere anche una ragazza con un braccio solo o una famiglia gay (che esplicitamente Barilla ha negato di inserire nelle sue performance pubblicitarie). Ecco cosa intendeva. Ovviamente ha usato il suo registro. Il fatto che la Coop non abbia usato bambini down non centra una mazza con la Littizzetto. Non è mica lei la responsabile marketing Coop. Lei era testimonial, punto. Avesse anche proposto tale iniziativa, l’ufficio marketing Coop decideva per conto suo.

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