Rabbino restituisce 98.000$ trovati in una scrivania acquistata online

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Connecticut, novembre 2013. Noach Muroff, giovane rabbino, aveva bisogno di una scrivania. Dopo aver fatto le sue ricerche online riesce a trovare su Craigslist.com quella che fa per lui. Prezzo: 200$. Spedizione inclusa.

Passa qualche giorno e la scrivania arriva a destinazione. C’era solo un piccolo problema: il mobile era troppo grande per passare attraverso la porta della stanza a cui era destinata. La soluzione, a quel punto, era solo una: smontarla, farla entrare e riassemblarla. E così Muroff e sua moglie hanno fatto. Un po’ di buona volontà e passa la paura.

Nello smontare la scrivania la scoperta shock: il venditore di quel mobile aveva lasciato al suo interno una busta con 98mila dollari in contanti. La sorpresa, come racconta Muroff nell’intervista, è stata enorme. Per Muroff, giovane rabbino, quella cifra corrispondeva a ciò che, forse, avrebbe guadagnato in 3 o 4 anni. Questo, però, non importava: se scegli di fare il rabbino non è sicuramente perché sei avido di soldi. Così Muroff e sua moglie hanno deciso: “non potevano tenere quei soldi”. La cosa giusta da fare era contattare il legittimo proprietario e restituirglieli. E così, come potrete vedere nel video qui sotto, hanno fatto.

La fantastica storia di Rabbi Noach la dice lunga su quanto certi luoghi comuni siano mossi da motivazioni che affondano le loro radici nell’antisemitismo di destra e di sinistra. Novantotto mila dollari sono una prova sufficiente per dire che quello dei rabbini tirchi è un luogo comune – per chi avesse ancora dubbi – da sfatare completamente. Vi dirò di più: secondo la tradizione ebraica, nel mondo a venire, viene chiesto di rendere conto di ciò che non ci si è concessi. E questo, perdonatemi, sembra più un invito a spendere che a risparmiare…

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3 pensieri su “Rabbino restituisce 98.000$ trovati in una scrivania acquistata online

  1. Scusami, se permetti sono due cose diverse: essere onesti non esclude essere parsimoniosi. Io i 98mila dollari li avrei indubbiamente restituiti (non mancando di pretendere la mia legittima quota del 10%, almeno così mi pare sia in Italia), ciononodimeno nell’amministrazione delle mie risorse sto attenta al centesimo (*).

    Questo non perché io sia ebrea: imiei fratelli, ebrei quanto me e più di me, hanno le mani bucate!

    (*) Sono oculata anche perché devo bastare a me stessa, e non vorrei mai essere costretta ad andare soggetta a qualcuno: attenta amministrazione, in questo senso, significa anche libertà o, a seconda dei casi, rispetto degli altri, che troppe volte terzi vengono costretti a pagare i buffi altrui!

  2. Metti che il tizio che ha venduto la scrivania, a sua volta l’aveva comprata usata, quindi i soldi non erano suoi.
    Puo far ridere ma a me e’ successo, in stazione avevo visto cadere 50 euro, chiedo al tizio davanti a me se le aveva perse e lui, prima stupito e poi ha risposto “si si”. E le ha prese. Mi sono sentito uno scemo. PS: non sono ebreo e non vedo cosa c’entri l’esserlo! 🙂

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